Newsletters 4/2022 Sezione Chimica Energia Ambiente

Si riporta di seguito la Newsletter di settore con tutti gli aggiornamenti di interesse per le nostre imprese.

NOVITÀ NORMATIVE

Consultazione pubblica sullo schema di regolamento del MiTE recante la disciplina del sistema di tracciabilità dei rifiuti e del Registro elettronica nazionale per la tracciabilità dei rifiuti RENTRI – Osservazioni e Proposte Confindustria

Trasmettiamo in allegato la documentazione elaborata da Confindustria insieme al sistema associativo in risposta alla Consultazione pubblica sullo schema di decreto regolamentare previsto dall’art. 188-bis del d.lgs. n. 152 del 2006, relativo alla disciplina del sistema di tracciabilità dei rifiuti, concernente le procedure e gli adempimenti di cui agli art. 189, 190 e 193 del citato decreto, integrati nel Registro elettronico nazionale per la tracciabilità dei rifiuti RENTRI, trasmesso in data odierna al Ministero della transizione ecologica. 

Osservazioni GENERALI Confindustria_consultazione RENTRI_final

Osservazioni PUNTUALI Confindustria_ consultazione RENTRI_final

DL Aiuti (DL n. 50 del 17 maggio 2022) – Gazzetta Ufficiale

Vi segnaliamo il testo del c.d. DL “Aiuti”, recante “Misure urgenti in materia di politiche energetiche nazionali, produttività delle imprese e attrazione degli investimenti, nonché in materia di politiche sociali e di crisi ucraina”, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Il provvedimento è stato presentato alla Camera ed assegnato alle Commissioni riunite Bilancio e Finanze.

Le Commissioni hanno ipotizzato un primo calendario dei lavori che prevede la prossima settimana l’avvio dell’iter di conversione in legge e lo svolgimento di un breve ciclo di audizioni, al quale parteciperà anche Confindustria.

Vi segnaliamo le seguenti misure già contenuto nel DL in materia di ambiente ed energia:

Crediti d’imposta (artt. 2, 3, 4)

Il DL rafforza le aliquote dei crediti d’imposta previsti dai recenti decreti-legge per il secondo trimestre 2022:

il credito d’imposta per le imprese non gasivore per l’acquisto di gas naturale è innalzato dal 20 al 25%; il credito d’imposta riconosciuto alle imprese gasivore è innalzato dal 20 al 25%; il credito d’imposta per le imprese dotate di contatori di potenza disponibile pari a superiore a 16,5 kW, diverse da quelle energivore, è innalzato dal 12 al 15%.

Sanando una “lacuna” del precedente DL, il nuovo riconosce il credito d’imposta alle imprese gasivore anche per il primo trimestre 2022, in misura pari al 10% della spesa sostenuta per l'acquisto del gas, per usi energetici diversi dagli usi termoelettrici, qualora il prezzo di riferimento del gas naturale, calcolato come media, riferita all’ultimo trimestre 2021, dei prezzi di riferimento del Mercato Infragiornaliero (MI-GAS) pubblicati dal Gestore del mercati energetici (GME), abbia subito un incremento superiore al 30% del corrispondente prezzo medio riferito al medesimo trimestre dell'anno 2019.

Non è invece stata sanata la lacuna dell’assenza del riferimento all’energia elettrica prodotta e autoconsumata (ad esempio assetti cogenerativi) attualmente riconosciuta alle aziende energivore solo nel secondo trimestre 2022.

Inoltre, al fine di mitigare gli effetti economici derivanti dagli aumenti eccezionali del prezzo del gasolio, il nuovo DL prevede un credito di imposta a favore degli autotrasportatori, nella misura del 28% della spesa sostenuta nel primo trimestre dell'anno 2022 per l’acquisto del gasolio impiegato in veicoli di categoria euro 5 o superiore.

Con riferimento ai cd. extra-profitti, è esteso a sette mesi il periodo di riferimento per il calcolo della base imponibile del contributo straordinario, che ora va calcolato con riferimento al saldo delle operazioni IVA del periodo 1° ottobre 2021-30 aprile 2022, rispetto al saldo del periodo 1° ottobre 2020-30 aprile 2021. Inoltre, è elevata dal 10 al 25% la percentuale del prelievo. Inoltre, vengono modificati i termini per il versamento del contributo, prevedendo che lo stesso debba essere effettuato per un importo pari al 40%, a titolo di acconto entro il 30 giugno, e per la parte residua - a titolo di saldo - entro il 30 novembre 2022.

Misure di semplificazione (artt. 6, 11)

Il provvedimento contiene anche misure di semplificazione per l’installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabiliche prevedono, tra l’altro:

per l’individuazione da parte delle Regioni delle aree idonee all'installazione di impianti a fonti rinnovabili, il ruolo di impulso del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie, anche ai fini dell’esercizio del potere sostitutivo statale; nelle more dell’individuazione delle suddette aree, l’idoneità ex lege delle aree non interessate dalla presenza di beni sottoposti a tutela ai sensi del Codice dei beni culturali, né ricadenti nella fascia di rispetto dei beni tutelati; l’applicazione delle procedure autorizzative specifiche per le aree idonee anche alle infrastrutture elettriche di connessione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e a quelle necessarie per lo sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale, ricadenti comunque nelle aree idonee e qualora strettamente funzionali all’incremento dell’energia da fonti rinnovabili; l’applicazione della denuncia di inizio attività per la realizzazione degli interventi che comportano il miglioramento delle prestazioni di esercizio di linee elettriche esistenti, ovvero che consentono l’esercizio delle linee esistenti in corrente continua, funzionale al trasporto delle energie rinnovabili; entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore, l’individuazione - da parte del Ministero della cultura - di criteri uniformi di valutazione dei progetti di impianti di energia da fonti rinnovabili, idonei a facilitare la conclusione dei procedimenti, assicurando che la motivazione delle eventuali valutazioni negative dia adeguata evidenza della sussistenza di stringenti, comprovate e puntuali esigenze di tutela degli interessi culturali o paesaggistici, nel rispetto delle caratteristiche dei territori interessati. Misure in materia di VIA (art. 7, 8, 10)

Al fine di velocizzare i procedimenti autorizzativi per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, vengono introdotte misure in materia di VIA, che prevedono, tra l’altro:

nei procedimenti di autorizzazione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili previsti dal decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, qualora il progetto sia sottoposto a valutazione di impatto ambientale di competenza statale, le eventuali deliberazioni del Consiglio dei ministri, adottate nei casi di valutazioni contrastanti tra amministrazioni a diverso titolo competenti, sostituiscono ad ogni effetto il provvedimento di VIA; l’introduzione di un termine perentorio per il rilascio della VIA in caso di deliberazioni adottate dal Consiglio dei ministri. Tali deliberazioni confluiscono nel procedimento autorizzatorio unico, che è concluso dall’amministrazione competente entro i successivi 60 giorni. Se la decisione del Consiglio dei ministri si esprime per il rilascio del provvedimento di VIA, decorso inutilmente il prescritto termine perentorio di 60 giorni, l’autorizzazione si intende rilasciata; l’esclusione del diritto di voto per il rappresentante del Ministero della cultura nella Commissione Tecnica PNRR-PNIEC; la previsione di un termine perentorio non superiore a 30 giorni assegnato da parte delle Commissioni tecniche VIA/VAS e PNRR/PNIEC al proponente per la richiesta della documentazione integrativa.

Tra le altre misure a favore delle rinnovabili si prevede, inoltre, che alle imprese del settore agricolo, zootecnico e agroindustriale è consentito realizzare impianti fotovoltaici sui tetti delle proprie strutture produttive, aventi potenza eccedente il consumo medio annuo di energia elettrica, compreso quello familiare; è anche consentita la vendita in rete dell’energia elettrica prodotta. L’efficacia di queste misure è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.

Misure per la rigassificazione e le fonti fossili (artt. 5, 12)

Il provvedimento contiene poi misure per la realizzazione di nuova capacità di rigassificazione, connessa all’attuale crisi energetica. In particolare, si prevede tra l’altro che:

le opere finalizzate all’incremento della capacità di rigassificazione nazionale mediante unità galleggianti di stoccaggio e rigassificazione, nonché le connesse infrastrutture costituiscono interventi di pubblica utilità, indifferibili e urgenti; per la realizzazione delle opere e delle infrastrutture connesse alla rigassificazione, sono nominati uno o più Commissari straordinari di Governo; le amministrazioni a qualunque titolo interessate nelle procedure autorizzative, incluso il rilascio della concessione demaniale marittima, delle opere e delle infrastrutture connesse alla rigassificazione, attribuiscono a esse priorità e urgenza negli adempimenti e nelle valutazioni di propria competenza; viene consentito al Ministro della transizione ecologica, previo parere del Ministro della cultura, di esentare, in tutto o in parte, un progetto specifico delle valutazioni di impatto ambientale. Tale esenzione dovrà essere oggetto di preventiva comunicazione alla Commissione europea.

Viene anche istituito un apposito Fondo, con una dotazione di 30 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2024 al 2043, al fine di assicurare la garanzia degli investimenti prevista per la limitazione del rischio sopportato dalle imprese di rigassificazione realizzano e gestiscono le opere e le infrastrutture sul territorio nazionale.

Il DL prevede altresì misure riguardanti l'impiego degli impianti di generazione di energia elettrica con potenza termica nominale superiore a 300 MW che utilizzino carbone od olio combustibile, in considerazione dell’emergenza in corso. In particolare, viene introdotto un regime derogatorio straordinario per la gestione di tali impianti, che prevede modalità di comunicazione e valori limiti per le emissioni che i gestori dovranno rispettare per l’attuazione delle deroghe e delle condizioni autorizzative temporanee.

Superbonus (art. 14)

Il DL prevede la proroga dei termini per gli interventi effettuati su unità immobiliari dalle persone fisiche di cui al comma 9, lettera b) dell’articolo 119 (c.d. interventi su villette unifamiliari). La detrazione del 110% spetta, come già stabilito, anche per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2022, ma a condizione che, alla data del 30 settembre 2022 (invece del 30 giugno 2022), siano stati effettuati lavori per almeno il 30% dell'intervento complessivo, nel cui computo possono essere compresi anche i lavori non agevolati ai sensi dell’articolo che disciplina il Superbonus.

DL Energia 2 (DL n. 21 del 2022) - Atto Camera

Vi informiamo che il 19 maggio u.s. l’Aula della Camera ha approvato in via definitiva il c.d DL “Energia 2”, con 336 voti a favore e 51 contrari.

Commissione Europea - REPower EU

Vi informiamo che il 18 maggio u.s. la Commissione europea ha presentato un pacchetto di iniziative (legislative e non) in materia di energia, per ridurre la dipendenza energetica dalla Russia.

La strategia, battezzata RepowerEu, si basa su diversificazione delle fonti, risparmio energetico e accelerazione della transizione green.

Fanno parte del pacchetto di iniziative anche proposte che avranno risvolti sul PNRR e che prevedono un incremento delle risorse finanziarie a disposizione.

Di seguito trovate un dettaglio delle proposte di maggiore interesse elaborato dalla delegazione di Bruxelles di Confindustria.

Per contenere il consumo energetico, la Commissione propone un rafforzamento delle misure di efficienza energetica di lungo termine nell’ambito del pacchetto Fit-for-55, prevedendo un innalzamento delle ambizioni al 2030, e un piano per incentivare nel breve periodo cambiamenti comportamentali finalizzati a ridurre la domanda di gas e petrolio del 5%. Con la comunicazione sul risparmio energetico la Commissione incoraggia gli Stati membri ad avviare campagne di comunicazione specifiche rivolte a famiglie e aziende, nonché ad utilizzare misure fiscali per incentivare il risparmio energetico. Vengono, inoltre, proposte misure emergenziali in caso di gravi interruzioni dell’approvvigionamento. Per diversificare le fonti di approvvigionamento, oltre alla creazione di una Piattaforma energetica dell’UE, che consentirà acquisti comuni volontari di gas, GNL e idrogeno mettendo in comune la domanda, ottimizzando l’uso delle infrastrutture e coordinando le richieste ai fornitori, la Commissione si impegna a valutare lo sviluppo di un “meccanismo di acquisto congiunto” per negoziare e stipulare contratti di acquisto di gas per conto degli Stati membri partecipanti. Sempre in tema, propone una strategia energetica esterna dell’UE, con l’obiettivo di facilitare la diversificazione e la creazione di partenariati di lungo termine con i Paesi terzi. In particolare, la strategia mira a rafforzare la sicurezza energetica dell’UE, tramite la diversificazione dell’offerta per affrancarsi il prima possibile dalla dipendenza dalla Russia, l’aumento del risparmio e dell'efficienza energetica per ridurre la pressione sui prezzi, lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell'idrogeno, l’intensificazione della diplomazia energetica per promuovere l’energia pulita UE nel mondo e il supporto ai partner dell’UE che sono stati impattati dall’invasione russa, ovvero l'Ucraina, la Moldova, i Balcani occidentali ei paesi del partenariato orientale. Con particolare riferimento all’Ucraina, l’UE si impegna a collaborare con Kiev per garantirne la sicurezza dell'approvvigionamento e la ricostruzione di un settore energetico funzionante, tramite l’iniziativa REPowerUkraine, sempre più integrato con quello europeo.

L’Esecutivo UE propone anche di aumentare le ambizioni in materia di energie rinnovabili al 2030, portando l’obiettivo generale dal 40 al 45%, e prevede misure volte ad accelerare lo sviluppo e la diffusione di rinnovabili in Europa:

- una strategia UE sull’energia solare, che si pone l’obiettivo di raddoppiare la capacità fotovoltaica entro il 2025 e di installare 600 GW entro il 2030, e prevede la creazione di un’Alleanza dell’industria solare dell’UE per mantenere e riconquistare leadership tecnologica e industriale nel settore;

- un’iniziativa sui “tetti fotovoltaici”, incluso l’obbligo di installare pannelli solari sui nuovi edifici pubblici, commerciali e residenziali;

- una raccomandazione per velocizzare e snellire i processi autorizzativi per i grandi progetti rinnovabili e una proposta di revisione specifica della Direttiva sulle energie rinnovabili volta a riconoscere le FER come interesse pubblico prevalente;

- un piano d’azione per il biometano, che prevede strumenti - tra cui una nuova Alleanza industriale per il biometano - e incentivi finanziari per aumentare la produzione a 35 miliardi di mc entro il 2030, anche attraverso la Politica agricola comune.

Inoltre, la Commissione fissa un obiettivo di 10 milioni di tonnellate di produzione interna di idrogeno rinnovabile e di 10 milioni di tonnellate di importazioni entro il 2030.

In materia di idrogeno, oltre alla promozione dei contratti di carbonio per differenza, sono attesi anche due atti delegati sulla definizione e produzione di idrogeno rinnovabile e la finalizzazione della valutazione da parte della Commissione dei primi importanti progetti di interesse comune europeo entro l'estate.

Infine, si prevedono misure finalizzate a raddoppiare il tasso di diffusione delle pompe di calore e ad integrare l'energia geotermica e solare termica nei sistemi modernizzati di riscaldamento urbano e municipale.

Per ridurre il consumo di combustibili fossili nei trasporti, la Commissione ha in programma la presentazione di pacchetto di misure per rendere più ecologico il trasporto merci, con l’obiettivo di aumentare significativamente l’efficienza energetica nel settore, e si impegnerà a valutare un’iniziativa legislativa per aumentare la quota di veicoli a emissioni zero nei parchi auto pubblici e aziendali al di sopra di una certa dimensione.

Oltre al pacchetto REPower EU, la Commissione europea ha pubblicato oggi la Comunicazione sugli interventi di breve termine sul mercato dell’energia e sui miglioramenti di lungo termine del design del mercato elettrico.

La Commissione, inoltre, invita gli Stati membri ad aggiornare i loro piani di emergenza, in caso di interruzione totale delle forniture di gas russo. A tal proposito, l’Esecutivo UE intende facilitare la creazione di un piano coordinato per ridurre la domanda nell’UE attraverso misure di riduzione volontaria preventiva e mantiene, come last resort, l’idea di introdurre un tetto al prezzo del gas per un periodo limitato alla durata dell’emergenza.

In riferimento, invece, al futuro design del mercato elettrico, partendo dai risultati del rapporto dell’ACER, la Commissione europea ha in programma di sviluppare nel prossimo futuro, tra le altre cose, strumenti di mercato per proteggere i consumatori dalla volatilità dei prezzi e misure per rafforzare la demande-response e promuovere schemi individuali di autoconsumo.

RFF e PNRR

Nelle intenzioni della Commissione, lo strumento di ripresa e resilienza RRF e i PNRR dei paesi membri ricopriranno un ruolo centrale nel piano REPowerEU e nel finanziamento di progetti, riforme e infrastrutture in campo energetico.

La Commissione propone modifiche mirate al regolamento sulla RRF al fine di consentire l’integrazione negli attuali piani di ripresa e resilienza degli Stati membri di un capitolo espressamente dedicato a REPowerEU.

Secondo le stime della Commissione, il raggiungimento degli obiettivi di REPowerEU richiederà investimenti aggiuntivi di 210 miliardi di euro da qui al 2027.

Per sostenere REPowerEU, la Commissione propone di attingere ai 225 miliardi di euro in prestiti della RRF ancora disponibili. Per quanto riguarda l’Italia, che ha richiesto l’intera quota di prestiti che le spettava (pari al 6,8 % del PIL), sarà eventualmente possibile fare richiesta, superando quindi il limite del 6,8 % già raggiunto, qualora scaduti 30 giorni dalla pubblicazione del nuovo Regolamento sulla RRF, i 225 miliardi non saranno stati esauriti per effetto delle richieste di altri paesi.

Per l’attuazione degli obiettivi del Piano REPowerEU, gli Stati membri potranno utilizzare i 225 miliardi di euro di prestiti restanti della RRF e i 20 miliardi di sovvenzioni finanziate dall’ETS per:

aumentare l'efficienza energetica negli edifici e decarbonizzare l'industria; aumentare la produzione e la diffusione di biometano sostenibile e di idrogeno rinnovabile o privo di fossili e aumentare la quota di energia rinnovabile; affrontare le strozzature interne e transfrontaliere nella trasmissione dell'energia e sostenere l'elettrificazione delle infrastrutture di trasporto, comprese le ferrovie; riqualificazione accelerata della forza lavoro verso competenze verdi; potenziamento delle catene del valore per la produzione di materiali e tecnologie chiave legate alla transizione verde; migliorare le infrastrutture energetiche e gli impianti per il petrolio e il gas per garantire l'immediata sicurezza degli approvvigionamenti.

Per consentire agli Stati membri di modificare e integrare i loro RRP nel contesto di REPowerEU, oltre alla proposta di modifica del Regolamento sulla RRF, la Commissione ha presentato anche un set di Linee guida per gli Stati membri su come modificare e integrare i rispettivi PNRR e come predisporre il nuovo capitolo REPowerEU (sono specificate le informazioni che gli Stati membri devono presentare alla Commissione in merito alle ragioni, agli obiettivi e alla natura delle modifiche ai loro piani nazionali).

In particolare, la Commissione sottolinea i seguenti principi che gli Stati membri dovranno tenere presenti:

Gli Stati membri dovranno in ogni caso continuare a concentrarsi sull'attuazione dei Piani e sul raggiungimento dei targets e milestones fissati; La modifica dei Piani dovrà essere ben giustificata e limitata alle situazioni delineate nelle Linee Guida. L'ambizione dei Piani non potrà in alcun caso essere ridotta, in particolare per quanto riguarda le riforme.

Tutta la documentazione relativa al REPowerEU è disponibile al seguente link.

Banca d’Italia – Presentazione rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici

Banca d’Italia ha pubblicato un rapporto sui rischi derivanti dal cambiamento climatico, dalla perdita di biodiversità, dal degrado delle condizioni sociali e dalla qualità della gestione delle imprese - i cosiddetti rischi ambientali, sociali e di governo societario (environmental, social and governance, ESG) - influiscono sulla crescita effettiva e potenziale dell'economia.

Dal rapporto emerge che, a livello globale, l'attenzione degli investitori per i fattori ESG è cresciuta. Secondo l'indagine del 2022 del World Economic Forum, i profili ambientali e di sostenibilità figurano tra le categorie di rischio più rilevanti, in termini sia di probabilità che di severità degli impatti potenziali. Secondo un rapporto della Global Sustainable Investment Alliance (Global sustainable investment review 2020, 2021), nel 2020 gli investimenti finanziari sostenibili, che costituivano circa il 36% degli attivi globali in gestione, avevano raggiunto i 35,3 trilioni di dollari, un valore più che doppio rispetto a quello del 2016.

Il rapporto è disponibile al seguente link Rapporto sugli investimenti sostenibili e sui rischi climatici

DDL PFAS (n. 2392 del 21 settembre 2021) – Memoria Confindustria-Federchimica

Con riferimento al disegno di legge recante “Misure urgenti per la riduzione dell’inquinamento da sostanze poli e perfluoroalchiliche (PFAS) e per il miglioramento della qualità delle acque destinate al consumo umano”, trasmettiamo in allegato il documento di osservazioni Confindustria-Federchimica trasmesso alla Commissione Ambiente del Senato.

Audizione_Confindustria_Federchimica_PFAS

Agenzia delle Entrate – Circolare numero 13 del 13/05/2022

E’ disponibile al seguente link la Circolare numero 13 del 13/05/2022 dell’Agenzia delle Entrate, contenente i primi chiarimenti riguardo i crediti d’imposta per l’acquisto di energia elettrica relativi al primo e al secondo trimestre 2022, per imprese “energivore” e “non energivore”, previsti dal decreto-legge 27 gennaio 2022, n. 4, dal decreto-legge 1° marzo 2022, n. 17 e dal decreto-legge 21 marzo 2022, n. 21.

Il Documento fornisce chiarimenti su:

credito d’imposta per “imprese energivore” relativo al primo trimestre 2022; credito d’imposta per “imprese energivore” relativo al secondo trimestre 2022; credito d’imposta a favore delle imprese “non energivore” per l’acquisto di energia elettrica relativo al secondo trimestre 2022; cedibilità dei crediti d’imposta.

La circolare fornisce chiarimenti in merito all’ambito applicativo delle agevolazioni fiscali previste a sostegno delle imprese in relazione alle spese sostenute per l’energia elettrica consumata e tiene conto, fra l’altro, dei contenuti della documentazione relativa ai lavori parlamentari, con particolare riguardo alle relazioni e ai Dossier della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

 

MiTE – Interpello ambientale in materia di VIA Postuma

Con nota del 4 aprile u.s., il MiTE ha risposto all’interpello presentato dalla Provincia di Cremona che ha posto due quesiti aventi ad oggetto l’applicabilità della disciplina in materia di VIA postuma e verifica di assoggettabilità postuma [applicazione dell’art. 29 del D. Lgs. 152/06 e succ. mod.], con particolare riferimento alle concessioni di derivazione.

In particolare, il Ministero, rispondendo al primo dei due quesiti formulati ha chiarito che, con riferimento a un’ipotesi di contrasto tra la disciplina previgente con le disposizioni statali ed europee, “non si può che ribadire come l’applicazione delle disposizioni sulla VIA postuma di cui all’art. 29, comma 3 del D.Lgs 152/2006, sia rivolta unicamente ai casi in cui il progetto sia stato realizzato in violazione delle disposizioni VIA vigenti, a norma delle quali avrebbe dovuto essere sottoposto a VIA o verifica di assoggettabilità e non lo è stato.”

Rispondendo al secondo quesito prospettato, con il quale sono stati chiesti chiarimenti circa l’applicabilità della disciplina VIA, e nello specifico dell’art. 29, comma 3, D.lgs. 152/2006 alle ipotesi di «rinnovo tal quale», il Ministero ha evidenziato quanto segue.

“Con riferimento al primo caso, occorrerebbe tenere in considerazione la data di prima realizzazione del progetto. In particolare:

a) se il progetto è stato realizzato senza la Valutazione di Impatto Ambientale oppure senza la Verifica di Assoggettabilità a VIA durante la vigenza delle disposizioni che ne imponevano l’applicazione, il mero rinnovo costituirà semplicemente l’occasione di fatto per rilevare la mancata osservanza della disciplina. Questo, infatti, disvelerebbe un contesto patologico di violazione della Disciplina VIA e pertanto rappresenterebbe il presupposto per l’esperimento di una VIA postuma “patologica”. In tale ultimo caso, pertanto troverà certamente applicazione l’art. 29, comma 3 (e comma 4) del D.lgs.152/2006.

b) Qualora, invece, la realizzazione del progetto sia avvenuta prima dell’entrata in vigore delle disposizioni VIA, occorrerà valutare caso per caso se il rinnovo dell’autorizzazione sia riconducibile, o meno, alla nozione di progetto di cui all’art. 5, comma 1, lett. g), D.lgs. 152/2006. b1) Ove si ricada nel contesto del “mero rinnovo” e risulti quindi assente qualsiasi modifica, sia in termini di variazione della realtà fisica preesistente, sia in termini di intervento sull’ambiente naturale e sul paesaggio, o di sfruttamento del suolo, non potrà ritenersi applicabile la disciplina VIA.

b2) Ove, al contrario, il rinnovo comporti una modifica dell’opera e/o dell’attività esistente troverà invece piena applicazione la disciplina VIA. In tale secondo caso, questa troverà applicazione in termini di valutazione ambientale “preventiva”, con riferimento a tutte le modifiche apportate. Con riferimento invece alle parti dell’opera non oggetto di modifica troverà applicazione la disciplina della VIA postuma “fisiologica” (si veda supra). L’attività valutativa, pertanto, dovrà contemperare gli elementi già acquisiti e non modificabili (come, ad esempio, la localizzazione dell’impianto), e bilanciare l’interesse all’applicazione della disciplina VIA con il legittimo affidamento del proponente, considerando unicamente gli effetti pro-futuro del progetto.”

La risposta fornita dal Ministero è disponibile al seguente link.

AREA Confindustria

PROGETTO RSAI – ipotesi questionario semplificato

Vi informiamo che il 19 maggio u.s. è stata convocata una riunione con le Associazioni di categoria per discutere sul Rapporto periodico sulla sostenibilità ambientale dell’Industria italiana (RSAI) e, più in particolare, sulla proposta di redigere – in vista della prossima rilevazione – un modello semplificato del questionario,affidando un ruolo specifico alle Associazioni nella raccolta dei dati provenienti dalle imprese.

Dai dati ricevuti fino a questo momento, emerge una maggiore partecipazione delle grandi imprese, ed è proprio per dare supporto nella compilazione del questionario anche alle PMI che si è ipotizzato un questionario semplificato, con meno indicatori e soprattutto accessibili a tutti.

Inoltre, entro la prima metà di giugno, ci sarà un incontro Confindustria-ISPRA volto ad impostare la c.d “fase due” del Progetto RSAI e dove verranno illustrate tutte le proposte e osservazioni emerse dal confronto con le Associazioni.

L’obiettivo di questa proposta è anche quello di valorizzare i singoli report di sostenibilità già elaborati a livello associativo, tenendo conto delle specificità dei singoli settori.

BANDI

APPALTI INNOVATIVI - SMARTER ITALY: parte il primo bando dedicato alla mobilità sostenibili

Confindustria sta portando avanti con AgID un’attività volta all’attuazione del Protocollo “Domanda pubblica come leva di innovazione”.

La collaborazione tra Agid e Confindustria ha contribuito all’avvio del programma di appalti innovativi “Smarter Italy”, principale iniziativa governativa per la sperimentazione degli appalti di ricerca e di innovazione.

Smarter Italy è stato formalizzato con un accordo multistakeholders tra MISE, MUR, PCM - Dipartimento Trasformazione Digitale ed AgID. Con una dotazione di oltre 90 milioni di euro, il programma “Smarter Italy” ha l’obiettivo di promuovere l’innovazione stimolando il mondo delle imprese e della ricerca a creare nuove soluzioni per rispondere alle sfide sociali più complesse negli ambiti della mobilità, del benessere, della cultura e della sostenibilità ambientale. Nella sperimentazione sono coinvolte 11 medie e grandi città, dette “Smart City”, e 12 città di minori dimensioni, dette “Borghi del Futuro”.

È stata avviata la fase operativa del programma di sperimentazione “Smarter Italy” con il lancio del primo bando – dell’importo di 8,5 milioni di euro - nell’ambito della “Smart Mobility” per migliorare la mobilità sostenibile dei Comuni italiani attraverso la sperimentazione di nuove tecnologie.

I partecipanti a questo primo bando dovranno ideare una piattaforma innovativa a supporto della mobilità urbana dei territori coinvolti, che hanno espresso i propri fabbisogni in tema di traffico, inquinamento, vivibilità dei centri storici e fruibilità dei distretti industriali.

Al bando “Soluzioni innovative per il supporto alle decisioni con funzioni predittivo/adattative per la Smart Mobility” possono partecipare grandi imprese, PMI e Start up, università e centri di ricerca, terzo settore, presentando la propria candidatura entro il 30 giugno 2022, tramite il portale www.acquistinretepa.it

La piattaforma, in quanto tale, costituirà un’infrastruttura nazionale, composta da strumenti di monitoraggio, gestione e simulazione, che consentirà di supportare, verificare e validare le decisioni nel settore delle politiche, delle strategie e degli interventi per la mobilità, anche nell’ottica del perseguimento degli obiettivi posti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile.

Per maggiori informazioni Vi invitiamo a visitare il sito Appaltinnovativi.gov.it alla sfida: Soluzioni innovative per il supporto alle decisioni con funzioni predittivo/adattative per la Smart Mobility

Per qualsiasi chiarimento e approfondimento, vi invitiamo a contattare la dr.ssa Simona Dotti al seguente indirizzo: s.dotti@confindustria.it

WEBINAR di formazione/informazione

Webinar "I bandi LIFE 2022" - 9 giugno 2022

La Delegazione di Bruxelles, in collaborazione con l’Area Politiche Industriali e per la Sostenibilità e l’Area Scienze della Vita e Ricerca di Confindustria, organizza il webinar “I bandi LIFE 2022”. Il webinar si svolgerà il 9 giugno 2022, dalle ore 10:00 alle ore 12:00.  

Durante l’appuntamento verranno illustrati i nuovi bandi del programma LIFE, che saranno pubblicati dalla Commissione europea il 17 maggio 2022. 

A questo proposito, vi ricordiamo che l’Agenzia europea CINEA organizzerà delle giornate informative per presentare i nuovi bandi LIFE dal 18 al 20 maggio 2022 (potete trovare tutte le informazioni alla pagina web dell’evento).

Il programma LIFE è l'unico programma dedicato in maniera specifica all'ambiente e all'azione per il clima e dispone di 5,4 miliardi di euro a prezzi correnti per il periodo 2021 – 2027. L'obiettivo generale del programma è quello di contribuire al passaggio a un'economia sostenibile, circolare, efficiente in termini di energia, basata sulle energie rinnovabili, climaticamente neutra e resiliente ai cambiamenti climatici.

All’incontro interverrà Angelo Salsi dell’Agenzia esecutiva europea per il clima, l’infrastruttura e l’ambiente (CINEA).

Per partecipare è necessario compilare il form di iscrizione al seguente link:

https://confindustria.zoom.us/webinar/register/WN_66KIW8wgRdawdutomcEfxA

Il link di partecipazione all’evento verrà generato al momento dell’iscrizione nella pagina del form e vi arriverà una mail qualche secondo dopo.

ISPRA – Green Med Symposium – 8, 9 e 10 giugno 2022

Vi segnaliamo che dall'8 al 10 giugno, presso la Stazione marittima di Napoli, si terrà una maratona di tre giorni durante la quale si parlerà di fondi europei e Sud, transizione ecologica e digitale.

La manifestazione, dedicata ai temi strategici dell’ambiente, del ciclo virtuoso dei rifiuti e delle opportunità fornite dai fondi europei, vedrà alternarsi cento relatori, sei symposia, dieci appuntamenti di carattere divulgativo, 4 corsi di formazione articolati in diverse giornate di lavoro a cura di ISPRA, oltre a momenti di orientamento gestiti dai principali Atenei della Campania e non solo.

Al seguente link è disponibile il programma dell’evento e tutte le informazioni utili per partecipare.

UNI – aggiornamenti  

Vi inviamo di seguito le news di maggiore interesse in materia di normazione tecnica, predisposte e selezionate dall’UNI.

Per ognuna di queste news, cliccando sul relativo link, verrete indirizzati agli approfondimenti. 

Otto nuovi progetti in inchiesta pubblica finale

Lunedì, 16 Maggio 2022

Sono otto i progetti sottoposti a inchiesta pubblica finale fino al 9 luglio.

https://www.uni.com/index.php?option=com_content&view=article&id=11605:ipf-scade-9-luglio&catid=171&Itemid=2612

 

 

Dr.ssa Ramona Mellone

Area Credito e Finanza

Sezione Chimica Energia Ambiente

Sezione Credito Finanza Assicurazioni

Comitato Imprenditoria Femminile

Confindustria Taranto

mellone@confindustria.ta.it

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